Chiesa di Sant'Egidio

La chiesa di Sant’Egidio è il monumento architettonico più importante dedicato al patrono del paese. La sua costruzione, risalente al 1512-1520) fu commissionata dal cardinale Alessandro Farnese ad Antonio da Sangallo il Giovane.

La pianta del progetto originale è conservata presso la Galleria degli Uffizi a Firenze. Splendida espressione del Rinascimento, la chiesa per l’armonia delle sue linee è stata definita un “piccolo gioiello d’arte”.

Caratterizzata da un impianto a croce greca, al suo interno è perfettamente conservato un meraviglioso pavimento esagonale, e le pareti sono impreziosite da affreschi cinquecenteschi di ottima fattura e di rilevanza storica e artistica.


Rocca Farnese

Il periodo di maggiore splendore di Cellere è legato al dominio dei Farnese e alla sua appartenenza al Ducato di Castro, del quale entra a far parte nel 1537.

La Rocca Farnese e il Palazzo di Giustizia vennero edificati nella posizione dominante il centro abitato sopra un precedente insediamento preistorico.
Nell’architettura della Rocca Farnese sono riscontrabili tracce di stratificazione e di variazioni tipologiche e di destinazione d’uso. È possibile ipotizzare diverse fasi, denunciate da segni di attacchi e collegamenti murari, a partire da una originaria struttura quadrata interpretabile come torre d’avvistamento, successivamente ampliata, fino alla definitiva trasformazione in residenza farnesiana.

Si possono osservare resti di coronamento medievale, anch’esso in seguito modificato da interventi edilizi di ampliamento. Non esiste allo stato attuale uno studio puntuale o un rilievo dettagliato di questa preesistenza, che va considerata quale vero e proprio monumento farnesiano.


Pianiano

Insediamento che presenta stratificazioni di epoche successive, a partire probabilmente da una originaria fase etrusca fino ad interventi di età medievale e rinascimentale. Si nota qua e là il riutilizzo di elementi architettonici di spoglio. Interessante sarebbe sulla controversa interpretazione toponomastica di Pianiano, derivante secondo alcuni da Planum Dianae, che suggerirebbe un tempio dedicato a Diana, oppure da un Planum Iani, che sottintende una dedica a Giano, più verosimile, anche perché di più diretta derivazione.

La storia documentabile di Pianiano è molto simile a quella di Cellere, con la quale confina. A partire dal 1223 entrambi gli insediamenti sono alleati di Tuscania, e a partire dal 1400 vengono inglobati sotto i domini della famiglia Farnese. Intorno al 1600 il paese, a causa della malaria, si spopolò, fino a rimanere abbandonato a metà del Settecento. Fu ripopolato, grazie alla politica di Benedetto XIV, da immigrati di provenienza albanese.
Visitato da molti turisti, oggi a Pianiano si svolgono interessanti iniziative culturali e promozionali.